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Quattro Zampe nel Cuore

CASCINA PORTA: STORIA DI UNA RIVOLUZIONE

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PREFAZIONE di ANTONELLA MOLLIA

Sono nata gattara. Fatta e finita, E come tale sono stata la prima, in assoluto, a prendersi cura di questi deliziosi felini, i compagni di tutta la mia vita, quando 30 anni fa precisi, ho iniziato a lavorare.

Non è stato semplice. Lavoravo in un Comune e “distrarre” somme di denaro dal bilancio per sostenere le spese di gestione delle colonie feline (quella “sotto la mia giurisdizione” era in Via Scarognini, a Varallo) pareva poco ortodosso. Era l’anno 1991 e a rendermi più convincente con gli amministratori è stata l’entrata in vigore della legge quadro 14 agosto 1991, n. 281, che enuncia il principio generale secondo il quale “lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale, e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”.

Dai gatti ai cani, il passo è stato breve.

Chi lo dice che cane e gatto non siano amici?

Ho cominciato, quindi, ad occuparmi a 360 gradi del randagismo, felino e canino, anche perché la legge 281 affidava ai Comuni alcuni precisi compiti, mentre al Sindaco una serie di responsabilità in caso di omissione.

Tra questi compiti, i più importanti prevedono che debbano essere attuati piani di controllo delle nascite di cani e gatti; il risanamento canili comunali e la costruzione di rifugi per cani; la gestione dei canili e dei gattili direttamente o tramite convenzioni con associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati.

In questo contesto, un giorno è arrivato a bussare alla porta del mio ufficio il Luciano, per proporre al mio Comune, attraverso alla sua 4

Associazione ed al suo canile rifugio e sanitario, la soluzione al randagismo.

Così ho conosciuto Luciano ed il suo grande impegno, l’ottimo lavoro dell’Associazione e dello straordinario gruppo di volontari sempre all’opera per il benessere delle bestiole abbandonate. Il loro canile non è mai stata una “prigione”, tutt’altro: quello del Luciano è nato e cresciuto come luogo dove i cani vengono accolti, trovano cure e attenzioni, stanno bene.

Una dedizione di valore, come di valore sono i pelosi a quattro zampe, i nostri Amici impareggiabili. Quello che ha fatto Luciano, quello che ha fatto tutta l’Associazione, quello che ho potuto fare io, ha donato gioia a molti cani, ma soprattutto ha restituito loro un po’ di quello che meritano per quanto di commovente e prezioso rappresentano.

In fondo, ogni aiuto a un animale è in primis una dimostrazione che diamo della nostra umanità, della nostra intelligenza, della nostra riconoscenza.

Ad maiora!

Antonella Mollia